| |




|
| |
Quando frequentavo il Conservatorio
di musica,
le forme espressive che recavano all'udito quella
sensazione dissonante, quindi, sgradevolmente
assimilabile da certi ''orecchi puliti'',
erano bandite e dai programmi, e da quasi tutto
il corpo insegnante, che trastullandosi nella
scansione metronomica con il battito del piede,
assumeva anche un atteggiamento ieratico,
tanto da far pensare ad un' interpretazione più
corporale che musicale dell'autore che si stava
studiando. Era un periodo di frenetica ambizione
che nutriva giorno per giorno il mio tempo di
formazione trascorso insieme ad un
musicista-insegnante, che ha stimolato alcuni
sensori di ricezione, attivando la possibilità di
vedere una parte meno in luce della musica.
Fruscii e rumori vari che la natura ci offre,
hanno un'intonazione, ed ormai il sistema
temperato musicale è logorato. Nuovi strumenti
e software possono sostituire violini e carta
pentagrammata. Sarebbe l'ora del
cambiamento? |
| |
Un affettuoso
ringraziamento
al compositore e guida spirituale
di quel periodo,
Raimondo Di Sandro.
|
|
| |
|
|
|